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08. Il parco verrebbe completamente ingoiato da Avenida Blasco Iterre-di-mezzo-1terre-di-mezzo-3terre-di-mezzo-4terre-di-mezzo-5terre-di-mezzo-6terre-di-mezzo-7terre-di-mezzo-8terre-di-mezzo-9terre-di-mezzo-10terre-di-mezzo-11terre-di-mezzo-12
Terre di Mezzo

TERRE DI MEZZO

Laura Fiorio

Valencia, ES, 2010

Quasi la metà della costa mediterranea è occupata da costruzioni. Benidorm e Cabañal, località sulla Costa Blanca, sono casi emblematici di come la speculazione edilizia abbia avviato un processo che va ad omogeneizzare l’identità dei luoghi, creando standard imposti dall’esterno anziché valorizzare le peculiarità locali. Entrambe le località erano paesini che hanno subito destini differenti ma riconducibili a questa dinamica: Cabañal è stato inglobato dalla periferia Valenciana, conservando però i tipici edifici, finché un progetto controverso ha portato all’espropriazione e demolizione di gran parte del quartiere per crearne uno moderno, residenziale e balneare. Benidorm dopo gli anni ’60 è stata trasformata in un surreale agglomerato di grattacieli a ridosso della spiaggia, dove turisti e investitori stranieri sono ora la maggioranza della popolazione, di madrelingua inglese. I pochi autoctoni la chiamano Beniyork, denunciando scherzosamente la cementificazione in continua espansione.

Il progetto è stato esposto presso Les Nuits de La Rochelle, Voies Off Festival (Arles, 2010), Glocal3 (Centro Culturale Candiani, Mestre, 2012)